Caschi
« back     Data di pubblicazione: 2007-05-16 17:50:02 Stampa questa scheda |
Full Metal Racer
 
Dainese
Azienda:
Dainese
 
Modello:
Full Metal Racer
 
Tipologia:
guanti
 
Prezzo:
249,00€
 
 
 
 
 
 
 
 

Il giorno dopo il ritorno alla vittoria di Valentino Rossi in quel di Jerez de la Frontera, ci troviamo a scrivere dei "suoi" guanti, i Dainese Full Metal Racer.
Eh sì, perchè questi, a parte il colore giallo, la serigrafia del cane guido sul dorso della mano e la scritta DOCR sul manicotto (tutti elementi solo estetici) sono proprio gli stessi guanti del sette volte campione del mondo e non ce ne voglia il Dottore, ma forse le colorazioni con cui i Full Metal Racer "normali" sono disponibili (vedi scheda) sono anche più adattabili alle livree e alle tute più comunemente utilizzate dai clienti.

Nella nostra ultima recensione dedicata ai guanti racing li abbiamo divisi grossomodo in due categorie: quelli iper protettivi con tanto materiale composito collocato a profusione nei punti più delicati della mano e non, e quelli "liberi" che pur offrendo un livello di protezione più che adeguato (parliamo sempre di prodotti di alta qualità) fanno della sensibilità di guida il loro elemento dominante.
Fuori dalla pista, a seconda dell'uso che se ne fa è solitamente più opportuno optare per una tipologia di prodotto o per l'altra. Per le corse invece il discorso è leggermente diverso. Trattandosi di un gioco che presenta l'elemento "pericolo" è interessante capire come mai alcuni piloti guidano più tranquilli se se hanno un elevato livello di sicurezza mentre altri, se non si sentono totalmente liberi da costrizioni proprio non riescono a dare il loro meglio.

Nel caso di questi Dainese Full Metal Racer il discorso si complica un po' e non si riescono a collocare in nessuna delle due categorie visto che presentano elementi di entrambe le concezioni.
Da un lato sono protettivi che più protettivi non si può, con tanto titanio e carbonio sulla parte superiore della mano, dorso e nocche per intenderci, dall'altro, sono ancora più "minimal" degli Alpinestars GP Plus precedentemente provati, per merito di un palmo sensibilissimo con imbottiture minimali e sottili disegnate dalle sole cuciture, dita traforate per non sudare mai,una protezione del mignolo tutta particolare pensata da Dainese (senza ponte con l'anulare) e un pollice totalmente privo di imbottitura che più libero non si è mai visto su un guanto da 300 kmh, voluto così forse proprio dal mago di Tavullia.

Insomma Dainese fa la sua mossa studiata coi campioni...e ne viene fuori un prodotto affatto appariscente (titanio a parte) e decisamente molto gradevole dal punto di vista estetico. Solo le cuciture sono un po' vistose,realizzate in contrasto col colore della pelle, un po' per tratteggiare le linee dei guanti, un po' come vanto dell'azienda che dimostra, col tono a contrasto, quanto minuziosa sia la cura dedicata alla confezione.

Proprio le cuciture sono il primo elemento che salta all'occhio quando si vanno ad analizzare questi Full Metal Racer.
Su ogni dito la cucitura è tripla e ad ognuna viene aggiunto un ulteriore strato di pelle che segue la forma anatomica del dito ed è cucito due volte, a prova di "sbucciatura. Da segnalare che nonostante questa overdose di cuciture orizzontali il profilo laterale della pelle di ogni dito è sottilissimo e tutto qesto è ottenuto grazie alla cucitura verticale di due lembi di pelle che pur incontrandosi in punta presentano però una giuntura pressochè impercettibile.

L'inserto in carbonio presente su ogni dito (il mignolo ne ospita due) è "incastonato" sulla pelle con una cucitura a contornare la protezione.
Il pollice invece non presenta alcuna imbottitura se non un leggero profilo in pelle. A noi la cosa spaventa un po' ma si vede che a Valentino basta così ed ha pensato che va bene anche per noi...
Il mignolo e l'anulare non sono tenuti insieme dal classico ponte; questa volta Dainese ha studiato un rimedio anti distorsione tutto suo: il dito più debole è protetto con un inserto in materiale termoplastico a forma di L chiamato DCP (Distortion Control) che di fatto non salva il mignolo dalla distorsione tenendolo completamente vincolato ma tiene l'intero dito vicino e lo fortifica rendendolo libero e autonomo dell'articolazione.
Evidentemente per l'azienda vicentina la libertà controllata dell'articolazione è più importante dell'immobilizzazione della stessa. Il DCP ha il merito di tutelare marginalmente anche il "taglio"della mano in un guanto che non prevede imbottitura in questa zona come nel resto di tutta la parte interna del palmo.

Dirigendoci verso le nocche troviamo un bel po' di titanio "intinto" in abbondante fibra di carbonio.
Con questa nobile "protuberanza" sulla quale troviamo la scritta Dainese pensiamo che ci si possa far calpestare dal Pedrosa di turno (tanto per pensare alla peggiore e più assurda delle ipotesi che può capitare al Valentino in pista) tanto è resistente. Subito dopo questa protezione per le nocche è presente la protezione per il dorso, realizzata nello stesso materiale e anch'essa annegata in un bel po' di carbonio.
Nella versione Rossi replica c'è la serigrafia del cane Guido...noi,non ce ne voglia il Dottore, preferiamo il logo Dainese presente sul nostro Full Metal Racer "tradizionale".

Oltre a queste due protezioni qui,entrambe fissate nel guanto mediante guarnizioni in pelle "triplamente" cucite non ci sono ulteriori elementi spettacolari in questi guanti e noi siamo grati a Dainese, in un mercato dove per conquistare il pubblico si cerca sempre di più l'effetto scenico, spesso a discapito della protezione effettiva.

La zona del palmo è sensibilità pura, totale.
Non c'è diversificazione nel tipo di pelle, non c'è camoscio o materiale diverso. Solo leggerissime imbottiture sul palmo e alla base delle dita, i punti di maggior contatto e di maggior pressione col manubrio,disegnate dalle cuciture. In apparenza questi strati sottili potrebbero sembrare insufficienti a fare la differenza e invece si sentono, ma senza disturbare...ci piace immaginare il Dottore che li fa ridisegnare più volte fino ad ottenerli proprio così, come li vuole lui.

Rigiriamo il guanto e andiamo a guardare verso il polso.
Lo scafoide è protetto da un bel bollino in fibra di carbonio impunturato con cucitura gialla come il resto delle altre protezioni in fibra.
La collocazione sull'osso in oggetto è precisa, bene così.
Procedendo verso il polsino la chiusura è tradizionale: dal lato esterno c'è un elastico a soffietto e subito dopo il bel logo Dainese in Bianco metallizzato. La cucitura del bordo del polsino, sempre delicata perchè viene strattonata quando i guanti vengono calzati di fretta dai piloti, è ben rinforzata e dice "Dainese Racing Equipment": siamo assolutamente d'accordo!

L'interno mostra due classiche chiusure a velcro; una più grande,non imbottita e nemmeno troppo generosa come dimensioni, con logo e scritta Dainese, e l'altra una classica cinghietta che passa in una classica fibbia.
Immaginiamo che questo prodotto sia stato voluto e pensato proprio così: assolutamente essenziale,niente imbottiture dove non servono, nessuna linguetta,nessun particolare eccessivo per un guanto che alla fine si rivela totalmente minimal con in mente solo le corse.

E anche noi, da quando ci è arrivato,non pensiamo ad altro. E' solo un paio di guanti ma siamo curiosissimi, vogliamo andare a provare.
La prima volta,per fortuna, facciamo solo una breve uscita su strada.
Ci tocca dirlo, non siamo molto contenti. La pelle è morbidissima ma le protezioni, ci danno fastidio. Non tanto quelle sulle nocche quanto la zona intermedia fra nocche e dorso, è veramente opprimente. Siamo preoccupati....però le dita si articolano bene, iniziamo ad articolare, torniamo a casa...articoliamo, apriamo e chiudiamo le mani,sentiamo dei cambiamenti.
Li mettiamo altri dieci minuti...poi ancora per una breve uscita in cui rimaniamo un po' nel traffico...va già meglio.
La terza volta calzano a pennello e quello che leggerete da qui in avanti è una escalation di sensazioni positive.
Sono solo guanti ma sono come un individuo dalla doppia personalità: la parte interna è dolce, sensibile, attenta, la parte esterna è sfacciata, dura, non teme nulla,e invita a strafare...e pensiamo a quelli che li hanno realizzati seguendo le indicazioni del Dottore.
E continuiamo a guidare...le nocche super protette ci fanno sentire invincibili mentre le dita godono di una sensibilità elevatissima, ci si potrebbe suonare la chitarra! La traspirazione è massima e dobbiamo dire che si arriva anche a sentire un pochino di freddo a causa della traforatura delle dita.
Del resto è l'unica zona in cui la pelle è bucata...sul resto del guanto, infatti non c'è traccia di pelle traforata eppure la mano respira, respira bene, segno che non serve bucare ovunque per ottenere una ventilazione ottimale.
Forzando un po' la guida la pressione sul palmo si sente ma le protezioni sul dorso della mano hanno un'azione un po' contenitiva che allevia la fatica...il resto è allenamento, ci vuole il fisico per fare le corse.
Insomma, su questi guanti quello che c'è non dà fastidio e quello che manca non si sente, con l'eccezione delle imbottiture sul taglio della mano e sul pollice, quelle le avremmo comunque gradite, perchè non tutti sono Lui.

Insomma alla fine questi guanti vincono con solo due soluzioni "di forza" ma con tante scelte mirate e intelligenti, segno che lo studio,l'engineering e l'esperienza sul campo sono più importanti di tanto materiale colorato buttato lì a caso come spesso avviene.

Alla fine però bisogna andare alla cassa.
Noi di Misterhelmet siamo dei privilegiati,ma i clienti comuni devono lasciare al negoziante 249,00€ (10€ in più per la versione Replica).
Per salvare le mani non c'è cifra che tenga ma 249,00€ è sempre un bel pagare.
E' vero però che se c'è una cosa su cui non si deve risparmiare mai oltre al casco, beh, quella sono proprio i guanti.
Specialmente se si vuole sognare di essere Lui.