Caschi
« back     Data di pubblicazione: 2007-05-16 17:49:40 Stampa questa scheda |
Vandal 155
 
Suomy
Azienda:
Suomy
 
Modello:
Vandal 155
 
Tipologia:
integrali racing
 
Prezzo:
429,00€
 
 
 
 
 
 
 
 

"Rompere il vetro in caso di GP",ci dovrebbe essere scritto nella teca in cui riporre il Suomy Vandal.
Poi la Suomy dica quello che vuole,ossia che questo Vandal è un po' racing un po' sport tourer, un po' urban perchè anche perchè devono pur distinguerlo dai più blasonati Extreme e Spec1R ma il carattere corsaiolo del Vandal emerge con prepotenza rispetto alle sue altre caratteristiche.

E come se non bastasse poi succede che il marketing ci mette del suo e il Vandal si autopromuove finendo in testa ai top driver della Superbike (il vero campionato del mondo degli appassionati, a nostro avviso) con un clamore senza precedenti, visto che Toseland,Biaggi,Bayliss e Lanzi governano il campionato, spartendosi il mondo dei tifosi geograficamente e motoristicamente in maniera pressochè perfetta.
A posto così,il casco è servito...e che poi quello indossato dai piloti sia uguale o meno a quello nei negozi , e sul forum di misterhelmet non si sono risparmiati i colpi a riguardo, poco importa. Noi per adesso vi raccontiamo il nostro Suomy Vandal,poi quando incontreremo i campioni SBK e i responsabili Suomy faremo le domande opportune.

Innanzitutto c'è da dire che fra tutte le versioni che potevamo aspettarci quella a noi destinata ci ha lasciati un po' spiazzati quando l'abbiamo vista.
Prima di tutto perchè ci è stata prima inviata una foto via mail dato che il 155 non è in catalogo.
Secondo perchè fra tutte le livree "pilotesche" ce ne è capitata una che solo a raccontarla c'è da alzare l'aria condizionata dell'ufficio per non sudare.

I temi della grafica sono decisamente motociclistici: se antitesi tematica più forte è stata mai rappresentata su un casco, ditecelo, a noi non viene in mente: un prodotto da corsa del 2007 con sopra centauri del dopoguerra coi caschi e gli occhialoni più retro che si possano ricordare.
Il tutto in un trionfo di stelle e strisce che strizza l'occhio più all'Australia che agli Usa.
I mezzi espressivi sono i più "pimp" possibili, con la S di Suomy ripetuta in modo ossessivo in un font che più barocco non si può, a formare una intelaiatura trapuntata a mò di tuta di ciniglia da pusher di Southcentral,roba che nemmeno nei video di P.Diddy ed Eminem.
Completano il disegno, delle grafiche "semisimmetriche"che terminano in una croce ricavata fra le stelle e strisce in una selva di "metal flakes" senza risparmio.
Il tutto realizzato con una cura degna dei carrozzieri di Pimp my Wheels.
Sia chiaro, senza girarci troppo intorno,questo casco è tamarro parecchio, ma è realizzato da far paura, un lavoro da aerografista che sa il fatto suo.
Rimane il fatto che vorremmo proprio farcele due chiacchiere con Brendan Roberts,il pilota a cui questo casco è dedicato e che corre l'Europeo Superstock (sulla Ducati 1098 del Ducati Xerox Junior Team) tanto per capire cosa gli è passato per la mente.
Però un consiglio ve lo vogliamo dare: di guardarlo da vicino, però, per capirlo bene, perchè è una grafica che una volta tanto ha un significato che racconta un'idea. Non guardatela troppo però, altrimenti rischiate di innamorarvene per poi essere costretti a dire ai critici che "loro" non capiscono nulla, fino a quando magari non cadranno anch'essi nella trappola.
Se poi l'amore non scocca,ricordiamo che il Vandal non è solo questo 155 ma anche le altre 17 colorazioni, tutte realizzate con grande qualità, comprese le monocolore, che fanno tanto inizio stagione delle gare, con le moto grezze e senza sponsor, e che costano significativamente di meno.

Finito il momento del voyeurismo andiamo ad analizzare il prodotto.
In mano quasi schizza via da quanto è leggero. Il peso dichiarato è 1350 +/- 50gr.,con la visiera pesa 1410 gr. nella taglia S, ma non li dimostra, è ben bilanciato.
Alcuni caschi da corsa sono "puntati in avanti" perchè quello è loro dna, però quando si guida una naked o una moto diversa per molti km si finisce col ciondolare con la testa in avanti col collo affaticato.
Questo Vandal, avvantaggiato anche dal fatto che è più piccolo del normale anche nelle taglie maggiori, si può permettere il bilanciamento neutro appena descritto.

Le prese d'aria anteriori sono tre.Quella sul mento, ve lo diciamo subito, è quella che funziona meglio; facile da aprire, con una levetta da tirare su e giù, facile da trovare; è' questa quella su cui i piloti lavoreranno,ne siamo sicuri.
Le altre due, quelle sulla fronte, hanno l'apertura pivotante, ossia a meccanismo girevole con l'aria che entra solo se l'apertura corrisponde esattamente alla fessura del casco e alla presa d'aria.
Il meccanismo insomma, è simile a quello dei tornelli o delle porte girevoli.
Capite bene che il tutto è un po' complesso, specie perchè le prese d'aria in questione sono piccole e quindi non è facile aprirle bene.
In pista, o meglio nella pitlane, abbiamo provato a trafficare un po', ma non sappiamo bene quello che abbiamo combinato, inoltre la sensazione è sempre quella di averne aperta per bene una sola, e si sa, il pilota è pignolo...la sola idea lo indispone.
Tanto per rincarare la dose, per dovere di cronaca vi diciamo che queste prese d'aria funzionano bene solo ad alta velocità, per cui, se pensate ad una ventilazione in ambito urbano, dovete lavorare sulla presa d'aria al mento e non cercare di ottenerla attraverso le aperture sulla fronte.
A difesa del Vandal va detto che è un prodotto di quelli che noi definiamo "non nordici" o "freschi", ossia quei prodotti che per la loro ragione d'uso e per la loro concezione non sono adatti ad un uso nelle giornate estremamente fredde perchè l'imbottitura non è pensata per affrontare questo tipo di situazioni.
Comunque se ventilazione volete, ventilazione avrete,anche grazie al sistema di channeling dell'aria ottenuto dallo strato di polistirolo lasciato nudo all'interno della calotta.
Gli estrattori posteriori sono 4, due regolabili e facili da azionare e due che lavorano grazie all'effetto Venturi.

Le imbottiture sono in tessuto anallergico Sanitized, rimovibili e lavabili, con guanciali disponibili in varie misure (per un "fine tuning" della taglia) e sganciabili secondo un sistema brevettato da Suomy.
La testa appoggia in una cuffia, anch'essa estraibile e lavabile (vedi foto) ,una sorta di intelaiatura che la tiene ferma e permette una maggiore durata della resistenza degli interni contro la cedevolezza all'uso.
Questo sistema permette anche di "risparmiare sul velluto da collocare nel resto dell'interno del casco. Non è una questione economica, ma in questo modo si riesce a lasciare fuori il polistirolo e questo permette un effetto di channelling dell'aria molto efficace che ben si combina con gli estrattori posteriori, sia quelli regolabili che quelli "a griglia".
La vestibilità di questo casco è dedicata ad una morfologia facciale universale, finalmente. E comunque,una qualche possibilità di "customizzazione" è offerta dalla intercambiabilità dei guanciali. Si può quindi ottenere una maggiore o minore imbottitura sulle guance o ai lati della testa semplicemente cambiando le taglie dei guanciali o della "cuffia".
Non che sia una novità, ma intanto c'è, e non è poco.

Per la visiera, nulla da eccepire, abbiamo potuto usare il Vandal solo di giorno,dato che la Casa ce lo ha fornito solo con una visiera scura, ma la giornata che abbiamo beccato in pista era di quelle da lucertole e anche le prove su strada si sono svolte con il sole.
La visibilità, compresa quella periferica, è buona, la visiera per andare su oppone una certa resistenza (e ci mancherebbe altro su un casco racing),poi va su con dolcezza in 3 movimenti che sono in verità 2 e mezzo, visto che il primo è quasi una semiapertura. la dotazione della gamma visiere è completissima, e ce n'è di tutti i tipi comprese quelle antipioggia e quelle dotate di kit tear off (vedi scheda) . In realtà avremmo preferito una visiera un po' più rigorosa e rigida,di quelle oltre i 3 mm ma non possiamo dire che questa non abbia fatto il suo dovere. Certo non si può portare aperta a velocità sostenuta ma una volta chiusa non si muove di un millimetro e la qualità della visibilità è sempre buona.
Anche internamente si appanna di rado,segno che la qualità della stessa c'è ed è aiutata anche dalla ventilazione del casco che non richiede al pilota nessun intervento se non quello di aprire una tantum la presa d'aria sul mento, se necessario.
Nel traffico il casco racing è come le moto della stessa natura, soffre...basta tirarla su per respirare...il paranaso che tanto utile diventa in pista, non infastidisce. Al limite si può sempre toglierlo (tanto rimetterlo è facile).

Eccoci giunti finalmente alla prova dinamica del nostro Suomy Vandal.

Nel traffico
Con una delle moto più grosse e che forse scaldano di più (Triumph Rocket III), col vandal si soffre come con gli altri caschi integrali. E la chiudiamo qui perchè non avrebbe senso torturarsi e non vogliamo fare come quelli che portano gli scooter in pista e poi si lagnano della poca luce a terra.

Su strada
C'era da capire se anche su strada, che è poi l'ambito di maggior utilizzo per il quale alla fine un casco viene usato nella quasi totalità dei casi (come accade per le moto supersportive, per intenderci) venivano fuori tutti i concerti di fischi e fruscii di cui i Suomy, caschi storicamente "pistaioli" sono da sempre sono accusati di soffrire.
E forse proprio qui viene fuori l'anima un po' "Sport rider,un po' Sport tourer un po' "Urban rider" di cui Suomy parla nella presentazione del prodotto.
Sia con una Yamaha Fz1 che non ha alcuna protezione , sia con una moto rognosa come una Triumph Rocket III totalmente aperta che all'assenza di carene aggiunge anche un rumore infernale, non abbiamo sofferto particolarmente.
Ci si comincia a divertire "musicalmente" oltre i 150-160 kmh, ma dipende principalmente dal vento. Per il resto, tutto nella norma, come e a volte anche meglio di alcuni caschi touring.
Il motore si sente, ma a noi non dispiace, e poi un pilota come un musicista dovrebbe poter sentir suonare il suo strumento.
La testa poi non ciondola e le scelte aerodinamiche degli spoiler graduali di Suomy non si pagano poi tanto care,nemmeno dopo un po' di km.

In pista

Niente di nuovo rispetto alla strada se non la respirazione messa un po' più alla prova. Se serve basta aprire la presa d'aria sul mento, quello sì...e anche quelle frontali, ma non in movimento,operazione, lo abbiamo detto, complessa e dal risultato incerto.
Nelle curve, buttare la testa di qua e di là non ha causato fastidi e il cinturino, ben collocato ed orientato non dà alcuna sensazione di oppressione.

Insomma sia per strada, sui passi, che in pista, ci si può divertire parecchio con questo Vandal ad un prezzo tutto sommato ragionevole. Quello consigliato al pubblico per le versioni monocolore denominate Plain è di 349,00€, mentre per le altre versioni replica il prezzo è di 429,00€.
Se volete donare 100,00€ a Riders For Health e avere un pezzo in produzione limitata potete acquistare il Bayliss Limited Edition a 529,00€.

Tornando al nostro esemplare in prova, alla fine, in una selva di grafiche totalmente racing , noi col nostro Vandal 155 qualche occhiata l'abbiamo anche strappata in attesa di entrare per il nostro turno.
Il commissario del circuito nostro amico che sa che proviamo caschi ed equipaggiamento e ormai ci guarda con curiosità e quasi ci aspetta per notare cosa testiamo ogni volta che entriamo e cerca di indovinarlo in una specie di gara con sè stesso.
"Casco e guanti", ci ha detto..."Beccato!...Se questo Suomy avanzasse, se non sapessi cosa farci..."
Lo sappiamo benissimo cosa farci. Dopo il turno lo riponiamo nella teca,quando serve rompiamo il vetro.