Caschi
« back     Data di pubblicazione: 2007-05-16 17:49:19 Stampa questa scheda |
Progeny EVO TX
 
Lem
Azienda:
Lem
 
Modello:
Progeny EVO TX
 
Tipologia:
apribili
 
Prezzo:
166,00€ + iva
 
 
 
 
 
 
 
 

Anni 70, anni 70, anni 70.
Lo troverete scritto un po' di volte in questa recensione dedicata al Lem Progeny EVO TX ma, ve lo diciamo, con un'accezione sempre più che positiva.

Intanto chiariamo che che per anni 70 non intendiamo quelli della moda del tempo, ma quelli delle "visioni" futuristiche che in quegli anni andavano di moda, quelle che vedevano il futuro in una certa maniera...come ricorderanno gli appassionati delle serieTV Spazio 1999 o UFO.
Questo Lem noi lo vediamo così...sembra il casco dei piloti spaziali come li pensavano in quegli anni, dei piloti dei cartoni animati che guardavamo noi ragazzini, con un look che ci sembrava superfuturistico allora, ma che adesso ci fa sorridere con quel tocco retro che però è diventato stile e anche un po' nostalgia.

E' atipico questo Lem, nella sua particolarità di "buttarsi alle spalle la mentoniera; non è l'unico sul mercato ma è uno dei pochi a far bene il suo lavoro con questo tipo di scelta, senza squilibri e senza pecche.
Innanzitutto non sembra un casco da quasi un kg e mezzo a prenderlo in mano e questo è buon segno. Anche indossandolo, lo vedremo, è molto equilibrato, tanto da sembrare davvero un jet a tenerlo addosso.

Il look è quello del "predatore" e del "mascellone" allo stesso tempo, a causa del suo "muso a punta" che tanto si dimostrerà generoso negli spazi interni ma che paga il conto della tipologia di apertura con una larghezza che quasi gli impedisce l'accesso al sottosella di uno scooter di tipo medio.

Parlando di ventilazione, il primo passo indietro nel tempo: pulsanti e leve, nemmeno tanto atipiche come concezione, ma dalle forme decisamente seventy.
La prima è a scorrimento e si tira su e giù sulla mentoniera fornendo ventilazione alle due prese anteriori che tanto assomigliano a quelle di raffreddamento di un'auto da corsa. Ve lo diciamo subito: funzionano anche troppo ma non servono o quasi. Davanti c'è tanto di quello spazio che si respira sempre e la visiera non si appanna mai.
Servono a poco anche quelle sulla calotta, due pulsantoni che aperti mostrano 4 fessure ciascuno. Trovarli mentre si guida, specialmente con i guanti, richiede un po' di pratica ma, dicevamo, questo è un casco di quelli "freschi" che non fanno nè sudare nè rimpiangere di averlo indossato, anche se ci si trova nel traffico con la moto che scalda e quindi non serve dannarsi troppo per aprire o chiudere.

La visiera è bella spessa, ben fissata e di qualità ed offre una visuale ampia come poche altre volte ci è capitato di provare. Anche la visuale periferica è di quelle eccezionali, ce ne siamo accorti quando andati a riprendere il nostro scooter lo abbiamo trovato senza specchietti ma siamo dovuti tornare comunque a casa.

Anche nel caso della visiera c'è qualcosa di insolito. Prima di capire come come si solleva ci mettiamo un pochino, abituati come siamo a cercare la linguetta di apertura in basso a sinistra o destra; scopriamo invece che è in alto al centro e che quindi bisogna mettersi la mano sulla fronte per tirarla su. Lo avevamo notato in occasione di una prima occhiata al casco ma una volta indossato lo abbiamo dimenticato subito...capiterà anche a voi, la prima volta.
Questo smanacciare alla ricerca della levetta dopo un po' sporca la calotta, ma vedremo che la vernice scelta da Lem permette questo ed altro.

Tornando alla ventilazione, quello che entra nel casco, esce dagli estrattori posti sulla nuca. Questo flusso d'aria si sente con precisione mentre si guida ma dopo un po' non lo si considera più un difetto, visto che non arreca un vero e proprio disturbo, lo si considera la caratteristica di quello che il prodotto realmente è: un jet con la mentoniera.

Questo continuo riferimento al fatto che il casco non è un vero e proprio apribile ma un jet protettivo, sia chiaro, non è una critica al Progeny. Tanto più che la calotta è ben realizzata in una doppia stratificazione di fibra ed altrettanto lo è la mentoniera in materiale termoplastico; solo un po' di esperienza ci fa cogliere la differenza fra la composizione dei due elementi.
Tanto più che la tipologia di chiusura scelta dalla casa a fini di sicurezza è doppia e realizzata con molta cura e materiale di qualità.

Alla prova dei fatti scopriamo che è impossibile aprire il casco con una sola mano; da un lato questo impone al motociclista di fermarsi per effettuare l'operazione ma dall'altro fornisce una maggiore sicurezza in fase di chiusura grazie al doppio meccanismo a scatto in plastica spessa e rigida che entra in azione simultaneamente da tutti e due i lati e blocca tutto quando la mentoniera viene chiusa.

Anche l'"Auto Reverse System" che permette di portare la mentoniera indietro è ben realizzato. E' robusto, scorre bene e un meccanismo di bloccaggio brevettato ne blocca la corsa impedendo di spingersi troppo oltre.

Compiendo questo movimento purtroppo la visiera non rimane del tutto immobile e va un po' su ma questo non è un problema, visto che l'operazione si deve effettuare a moto ferma e c'è tutto il tempo di rimediare agli spostamenti indesiderati.
Basta inoltre un filo di esperienza per imparare a spostare la mentoniera senza far muovere la visiera.

Gli interni sono paragonabili ai sedili di un'auto sportiva...comodi,di qualità, ma essenziali, in vellutino Coolmax Dupont con guanciali estraibili.
Questa tipologia di interni, già riscontrata in altri prodotti Lem, possiamo a questo punto definirla una caratteristica tipica della Casa Italo-iberica.
E' una scelta stilistica precisa che rende i prodotti di questo tipo più adatti a chi ama i caschi poco invasivi e pressanti, essenziali come quelli che si facevano una volta, che coprivano la testa senza opprimerla, lasciando la bocca e il naso liberi.

Davanti,infatti,verso la mentoniera, c'è un sacco di spazio come piace a tutti quelli che l'integrale non lo tollerano e lo indossano solo quando è strettamente necessario. Si può quasi tirar fuori tutta la lingua senza toccare con l'interno della mentoniera, laddove in molti altri casi già sporgendo le labbra si arriva a "baciare" l'estremità interna del casco.

Nella zona della nuca, c'è una certa protezione ma anche qui l'approccio è all'insegna dell'essenzialità e tutto è coerente con gli altri aspetti di questo prodotto.

La prova dinamica è fedele alla descrizione.
Poco rumore perchè il casco è ben disegnato, ben costruito (ed omologato) in Italia,un po' di fruscio dovuto dovuto alla "mascella prominente" e al fatto che è pur sempre un apribile, ma si può andare a 130 kmh senza troppi problemi.

L'aerazione è più che buona, forse anche troppo perchè anche se non ci sono infiltrazioni di aria l'imbottitura "sportiva" e il tanto spazio davanti non lo rendono un casco per niente caldo, ma forse è giusto così, perchè questo in fin dei conti è sempre il jet di chi decide di proteggersi un po' di più, o l'apribile spregiudicato di chi ogni tanto decide di dare una svolta al suo modo di intendere il casco, scegliendo un po' di libertà.

Ma il look futuristico anni 70? E' nell'insieme, nel design da pilota di cartoni animati, nella visiera dall'ampiezza esagerata, nella mentoniera tanto larga da sembrare improbabile e da quella sua insolita modalità di apertura.

E poi ci sono i colori, una via di mezzo fra l'arte moderna di quegli anni (tipiche le tinte e le grafiche) con qualche concessione al pubblico biker attraverso le fiamme argentate sui colori che sono di chiara ispirazione HD.
La verniciatura è bella spessa, opaca, resistente. Ci fa capire quanto sia inquinata la nostra città perchè trattiene tutto lo smog che c'è, ma poi ci perdona con un colpo di spugna tornando bella e pulita come prima.

Il prezzo è giusto, senza troppe concessioni. Perchè 166 euro più iva che sono praticamente 200€ non sono pochi ma sono una somma adeguata per un prodotto che non è perfetto ma che si fa amare, grazie al suo carattere forte; un prodotto che strizza l'occhio soltanto a chi la moto la vive in un certo modo, andando per la sua strada senza imitare nessuno e senza curarsi troppo degli altri.