« back     Data di pubblicazione: 7 giugno 2018 Stampa questa scheda |
MotoGP, Ducati: La sicurezza, il tappabuchi e il messia (che non arriva)!
MotoGP, Ducati: La sicurezza, il tappabuchi e il messia (che non arriva)!

La sicurezza, il tappabuchi, il messia che non arriva...


La sicurezza

Mettendo le cose in ordine, Ducati ha fatto "all in" su Dovizioso, ritenendo che sia meglio puntare tutto su un pilota che non ha mai vinto ma che ci è arrivato vicino, nella convinzione o speranza che possa finalmente farlo.

Come fu con Stoner, che però ci mise molto meno e in condizioni molto diverse. O forse Dovi è solo la sicurezza di non fare troppo male. Che per una casa è pur sempre meglio che spendere milioni per arrivare dietro. Come con Lorenzo fino ad ora.


Il tappabuchi

Come secondo pilota, gli ha preferito Petrucci, una promessa di lungo corso. Un italiano, già nell'orbita Ducati, che non fa scherzi e che si adatta a tutto, essendo ormai abituato a sottostare ad ogni decisione di Bologna. Lo ha preferito a Lorenzo, il campione chiamato per fare quello step che a Dovizioso non era mai riuscito, proprio nell'anno migliore del Dovi, in cui il forlivese era stato ad un passo del mondiale. Non riuscendo, Lorenzo, a dare quello che serviva, da subito, è stato accantonato.

Per Petrucci, però, c'è un contratto annuale, a meno di un decimo del costo di Dovizioso, qualcosa che assomiglia più ad un prolungamento di quello che c'è adesso, una sorta di ultimissima chance, che una vera e propria fiducia.

Il che vuol dire una sola cosa: Ducati sta aspettando qualcosa o qualcuno.

Il qualcosa potrebbe essere la vittoria di qualcuno che c'è già, ossia Dovizioso. Il qualcuno, difficile che sia Petrucci, che è stato già pesato e misurato. Se si rivelasse, sarebbe stato un super acquisto. Ha un anno per farlo.

Nel frattempo il tappabuchi in carica è Lorenzo. Delegittimato e sfiduciato un attimo prima che riuscisse a portare la vittoria per cui era atteso.

Lui è l'esempio delle aspettative non soddisfatte e dell'impazienza di Bologna. Il messia precedente non era lontanamente mai stato trattato così.


Il messia

Il qualcuno atteso da Ducati potrebbe essere Miller (Miller is the new Petrucci), o potrebbe essere anche un super top rider. A Bologna hanno già giocato la carta dell'attesa quando hanno aspettato a lungo Lorenzo, essendo Marquez inarrivabile. "Non potendo prendere Marquez", disse Ciabatti, "abbiamo preso il meglio possibile"... Non il più forte, ma l'unico che, il più forte,  lo aveva battuto una volta.

Provati, bocciati e bruciati i già campioni Rossi, Lorenzo e persino Hayden (tutti e tre non hanno poi vinto un titolo), rimane solo il top.

In un paio di anni potrebbe essere libero e andare a sostituire Dovizioso, se quest'ultimo non avesse già vinto.


Non è dato capire perché un Marquez possa voler andare a rischiare dove tutti i già campioni hanno fallito (Stoner non era già campione quando ha vinto su Ducati), o forse sì.

Un pilota che ha vinto più titoli, come ambizione rimasta ha quella di vincerli su più moto. E' così che anche i detrattori più accaniti finiscono gli argomenti. L'uomo conta più della macchina quando si impone a più macchine.

Lo stimolo della sfida potrebbe essere proprio il motivo per il quale Marquez ha accettato accanto a sé Lorenzo. Una motivazione che Pedrosa non gli dava più.

Persino Honda potrebbe aver avuto la sensazione che il rapporto con Marquez non sia destinato a durare in eterno... da qui la necessità di avere un top rider pronto uso, dato che le promesse son tutte occupate o hanno preso altre strade.


Prima che qualcuno si offenda per l'associazione di nomi e cognomi ai termini "sicurezza", "tappabuchi" e "messia"... sia chiaro quanto ciascun ruolo sia tutto tranne che permanente.

La sicurezza Dovizioso è già stato tappabuchi e, non dovesse trasformarsi in messia, potrebbe ritornare ad esserlo.

Il tappabuchi Petrucci è, di fatto, una sicurezza e va rispettato per quanto ha saputo aspettare e per il contributo finora fornito a Ducati. Dovesse trasformarsi in messia, non avendo nulla da perdere, sarebbe per lui la vittoria più dolce di tutte...  

E il Lorenzo  ormai tappabuchi? I numeri dicono che, sollevato da ogni aspettativa, potrebbe portare quello per cui era stato chiamato. Nel caso fosse in grado, sta solo a Ducati decidere se si tratta di un regalo gradito di cui accettare la consegna o di un pacco troppo ingombrante da poter tenere in casa.


Scomodo il ruolo di messia... a Borgo Panigale ne sono arrivati tanti. Nessuno ha vinto portando sulle spalle quel peso... e abbiamo visto, a Bologna, la fine che han fatto.

 
Fonte: Misterhelmet Gianluigi Ragno