« back     Data di pubblicazione: 18 mqgio 2018 Stampa questa scheda |
Superbike: in arrivo la Kawasaki più lenta che aggirerà definitivamente il regolamento. E ciao poveri!
Superbike: in arrivo la Kawasaki più lenta che aggirerà definitivamente il regolamento. E ciao poveri!

I regolamenti sono fatti per essere aggirati, anche quelli intelligenti.
Figuriamoci quelli stupidi.
Avrete notato che in Superbike le riduzioni dei giri per le moto vincenti, hanno danneggiato i destinatari giusto per il tempo di porre provvedimenti, siano essi di polso (pilota più forte), che di elettronica (soluzioni da parte degli ingegneri).
In pratica, Kawasaki soprattutto, con Rea soprattutto, ha risolto i suoi problemi tutte le volte che le è servito. Di polso grazie al pilota, e di cervello, grazie agli ingegneri ed ai giusti investimenti. Con Sykes un po' meno, ma qui è Darwin che comanda.

E i poveri muti. I clienti, infatti, sono rimasti a soffrire della sindrome di adattamento generata dai nuovi regolamenti. Più poveri di prima, ed è la classifica che parla.
E dice che avere una Kawasaki clienti è peggio che avere qualsiasi altra moto.
Ma alle classifiche, alla TV e al pubblico, onestamente, dei clienti interessa il giusto. L'arrabbiatura riguarda il danneggiamento subito dalle verdone ufficiali.
Ci siamo indignati per l'ingiusta e artificiosa penalizzazione, poi è stato rilevato che la cosa è due volte stupida,  primo perché è appunto folle privare chicchessia di un risultato meritato, e poi perché è evidente che qualsiasi provvedimento numerico, in presenza di persone intelligenti, almeno da un lato della barricata, è abbastanza semplice da aggirare.

Per battere l'inversione di griglia è sufficiente non esagerare con le vittorie per partire fra i primi in entrambe le gare e andar via sempre in carrozza. Ma non serve nemmeno questo, perché per evitare le troppe vittorie, e quindi il taglio dei giri, c'è un rimedio vecchio come il mondo dei motori.
Basta modificare l'erogazione. Il che non è semplice se sei un poveraccio che lavora su progetti di altri, ma è fattibile, se il progetto lo hai fatto tu e ci hai investito un sacco di risorse, tutte tue.

Siamo arrivati al punto in cui parliamo della Kawasaki in arrivo. Quella lenta che batterà tutti come ha già fatto qualcun altro qualche tempo fa. Lenta perché essere veloci serve meno che essere efficaci. I motori non devono urlare perchè se urlano vengono penalizzati.

In Kawa sono andati a testare a Brno per calare la mannaia quando si correrà... a Brno, ma non è detto che la cosa non funzioni già da prima.
Per usare un linguaggio da box, a Brno hanno portato indietro la coppia. L'erogazione è diversa, la schiena per intenderci.
La potenza arriva prima, ad un regime di giri più basso. Gente che entra in curva a cannone, uscirà a cannone e tanto basterà. Se è gente capace.
Per assurdo, regimi più alti di un bicilindrico, con una schiena ad esso paragonabile.
Va a sfatare il mito che riferisce come un motore, per vincere, debba essere per forza più potente dei suoi avversari e, nel caso di un 4 cilindri, girare il più alto possibile.
Non è detto che sia così, se chi lo guida sa come sfruttare al meglio l'erogazione a sua disposizione.
Un esempio si è avuto con la Ducati campione del mondo con Carlos Checa.
Non era la più veloce del lotto, non era la più potente del lotto, ma con Carlos Checa funzionava al meglio. Merito del pilota, che nel suo anno di grazia, era l'unico ad aver capito come fare.
Con altri (un esempio, Guintoli) funzionava decisamente di meno.
Vedrete che a Kawasaki non servirà necessariamente più urlare per vincere, se l'erogazione è quella giusta. E non servirà nemmeno toccare top speed da MotoGP in fondo al rettilineo, se percorrenza e uscita di curva (già superiori) miglioreranno ancora. Per lo meno non servirà con Rea... quello con cui a Kawasaki interessa vincere il mondiale.
Gli altri, che si arrangino. Soprattutto i poveri.

 
Fonte: Misterhelmet Gianluigi Ragno